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DARe Puglia: un ponte tra ricerca e impresa per l’agroalimentare del futuro

Il Distretto Tecnologico Agroalimentare (DARe) protagonista al convegno di Foggia sulle sfide della transizione energetica e dell’innovazione tecnologica per le imprese del territorio.

Il sistema agroalimentare pugliese sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti. Tra crisi globali, rincari energetici e la necessità di una sostenibilità sempre più stringente, le imprese locali si trovano davanti a un bivio: innovare o restare indietro. In questo scenario, il Distretto DARe Puglia riafferma il suo ruolo centrale come acceleratore di sviluppo e punto di incontro tra il mondo accademico e quello produttivo.

L’evento: strategie per il territorio

In occasione del recente incontro tenutosi presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Foggia, organizzato da Confcooperative Puglia e Confcooperative Foggia in collaborazione con DARe, esperti e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sugli strumenti finanziari e tecnologici a disposizione delle aziende.

Al centro del dibattito, moderato dal giornalista Michele Peragine, la necessità di strumenti concreti per sostenere il trasferimento tecnologico e la transizione energetica.

La visione del Presidente Antonio Stasi

Durante il suo intervento, il Presidente di DARe Puglia, Prof. Antonio Stasi, ha delineato chiaramente la missione del Distretto:

“In questa visione innovativa del territorio, il Distretto si inserisce per connettere due mondi, ricerca e impresa, che fanno gli interessi del territorio ma spesso dialogano poco.”

Il “modello DARe” non è solo una struttura burocratica, ma un’impresa partecipata da soggetti pubblici (Università, Centri di Ricerca) e oltre cento aziende private. Questa sinergia permette di “mettere a terra” le innovazioni nate nei laboratori, trasformandole in soluzioni pratiche per il mercato.

Innovazioni concrete e opportunità di finanziamento

Il convegno ha passato in rassegna diverse tecnologie già pronte all’uso che DARe promuove attivamente:

  • Intelligenza Artificiale: Sistemi basati su AI per il monitoraggio e l’ottimizzazione delle risorse in campo.
  • Packaging intelligente: Soluzioni per aumentare la “shelf-life” dei prodotti e ridurre gli sprechi.
  • Economia Circolare: Valorizzazione dei sottoprodotti agricoli per la produzione di alimenti ad alto profilo nutrizionale o bioenergie.

Un focus particolare è stato dedicato ai nuovi strumenti finanziari, come il CSR (Complemento di Sviluppo Rurale) e il credito d’imposta per la ZES Unica 2026, fondamentali per dare respiro agli investimenti privati nel Mezzogiorno.

Conclusioni

La sfida per l’agroalimentare pugliese è complessa, ma le opportunità non mancano. DARe Puglia continua a lavorare per garantire che nessuna impresa resti isolata nel percorso verso l’agricoltura 4.0, facilitando l’accesso ai bandi europei e nazionali e fornendo il know-how necessario per competere sui mercati globali.